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Infrastrutture, il ministro dell’Economia Tria: “rilanceremo gli investimenti pubblici”

In arrivo una task force per invertire il trend degli ultimi anni e contrastare gli effetti negativi del Codice Appalti.

 

Inclusione sociale e politiche attive del lavoro, riforma dell'imposta diretta per ridurre il carico fiscale, rilancio degli investimenti pubblici e rimozione degli ostacoli burocratici che li hanno frenati. Sono questi i tre punti prioritari del programma del Ministero dell'Economia e delle Finanze per attuare i quali saranno istituite tre task-force: welfare, fisco e investimenti pubblici. Lo ha detto il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, intervenuto, di recente, in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero. Tria ha spiegato che il Governo intraprenderà azioni volte a sostenere gli investimenti pubblici e privati e a permettere che la composizione dei bilanci favoriscano crescita e inclusione. L'obiettivo è quello di stimolare la crescita inclusiva ed equa, guardando alle generazioni giovani e future. Per questo si propone di puntare sulla crescita endogena, affrontando il tema dell'occupazione, e aumentare, quindi, la produttività. La task-force sugli investimenti pubblici, in particolare, è necessaria per contrastare le dinamiche degli ultimi anni. Il Ministro ha evidenziato, infatti, la significativa contrazione degli investimenti degli enti territoriali pari al 50% dal 2008 al 2017. L'obiettivo del Governo è quindi quello di invertire il calo degli investimenti pubblici dovuto alla perdita di competenze progettuali, alla difficile comunicazione tra enti e agli effetti indiretti del Codice Appalti. Il nuovo Codice Appalti, nato con l'obiettivo di garantire infrastrutture di qualità, attraverso il miglioramento della qualità dei progetti, e certezza di risorse e tempi di realizzazione, non è ancora riuscito ad invertire questo trend. I ritardi e le lungaggini che rallentano, o addirittura bloccano, la realizzazione delle opere sono state più volte denunciate dalle imprese. Ance e Confindustria hanno chiesto di semplificare il Codice e di mettere le amministrazioni nelle condizioni di poterlo attuare, al fine di realizzazione di un grande piano delle infrastrutture, che avrebbe ricadute positive sulla competitività delle imprese e sul turismo. Secondo le imprese, il piano va realizzato attraverso un'azione coordinata tra settore privato, istituzioni europee, Governo nazionale, Regioni ed Enti locali individuando le priorità di intervento e lavorando, nel rispetto dei principi di sostenibilità, secondo tre linee guida: certezza di risorse pubbliche, semplificazione delle procedure decisionali e rapidità di esecuzione.

 

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