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Non è un Paese per giovani: il grido di allarme

Si è svolto lo scorso 18 maggio presso il Palazzo Reale di Napoli, il convegno dei Giovani Ance "Costruttori... al lavoro!"

 

Il messaggio è forte e chiaro: un'intera generazione scompare dal mercato del lavoro del settore edile. Nell'ambito dell'incontro annuale dei Giovani under 40 dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili è stato presentato uno studio elaborato dal Centro Studi di Ance su dati delle Casse Edili (indagine a campione su 89 casse edili) dal quale emerge che, dal 2008 al 2017, il numero di occupati fino a 35 anni di età si è ridotto del 69%, con oltre 200mila giovani in meno impiegati nei cantieri e nelle imprese. Se prima della crisi i giovani rappresentavano il 43% degli occupati del settore, oggi se ne rileva soltanto il 25,3%. "La maggiore età media degli operai sui cantieri – spiega il presidente Roberta Vitale – può comportare problemi per la sicurezza. E la minore presenza di giovani è un freno per l'innovazione delle imprese, perché essi sono più propensi all'utilizzo delle nuove tecnologie e, in generale, portatori di innovazioni". Le cause del fenomeno sono naturalmente, da una parte il crollo del mercato, che ha falcidiato le nuove assunzioni, e dall'altra le norme su pensioni e ammortizzatori, che tendono a conservare nelle imprese i lavoratori già assunti stabilmente. "Il settore delle costruzioni – sostiene l'arch. Vitale – si sta muovendo dopo la crisi verso la digitalizzazione e l'industrializzazione dei processi produttivi. Le imprese si devono ammodernare, devono investire in formazione, avrebbero bisogno di più giovani e non di meno giovani". Le soluzioni prospettate dai Costruttori vanno da un abbassamento dei requisiti per il pensionamento, soprattutto la pensione di vecchiaia; a maggiori investimenti in formazione, sia da parte dello Stato con una maggiore attenzione agli istituti tecnici, sia da parte delle imprese. Al Convegno di Napoli sono poi state rilanciate le proposte di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori edili, una seria politica di incentivo alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la valorizzazione dei beni culturali, l'eliminazione degli ostacoli burocratici che impediscono alle risorse stanziate per le infrastrutture di convertirsi in cantieri.

 

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